lunedì 31 gennaio 2011

Un Grande Avvenire Dietro Le Spalle

Ecco, il primo passo è fatto...pubblicare un BLOG...il titolo è quello della autobiografia del grande Vittorio Gassman, ma perchè proprio questo?...me lo sono chiesto prima di farlo e la risposta è qui ad Orvieto, dove vivo; in una stradina c'è un negozio gestito da un signore assai strano e il negozio si chiama " Il Mago di Oz "; l'interno è pieno di giocattoli meccanici che poi tanto giocattoli non sono e, in mezzo a questa confusione c'è un cartello che dice...VIETATO CALPESTARE I SOGNI...chi di noi ancora non sogna cosa avrebbe voluto essere o magari non essere?...
Cordialità a tutti Leon

11 commenti:

  1. “ BRICK STREET “
    Il Diario dell’Esploratore

    Dedicato a:
    Mia figlia, perché trovi la sua strada.
    Ad Emilio Salgari, che senza essersi mai mosso ha fatto sognare le nostre generazioni, mai capito e che lasciò questo testamento:
    « A voi che vi siete arricchiti con la mia pelle, mantenendo me e la mia famiglia in una continua semi-miseria od anche di più, chiedo solo che per compenso dei guadagni che vi ho dati pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna. »

    A tutti coloro passati nella mia vita, senza i quali queste poche parole non sarebbero state mai scritte.


    Leonardo



    …Nikola Tesla aveva un sogno…regalare energia pulita, infinita e gratuita a tutti.
    Ma…in un mondo assuefatto alla logica del petrolio questo avrebbe portato a recessione, depressione, guerre.
    Per questa ragione alla sua morte l’F.B.I. secretò tutti i suoi documenti…fino al giorno in cui…

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  2. Visto che i Blog servono anche a questo, ho deciso di pubblicare il primo capitolo del romanzo che stò scrivendo...anche questo è un sogno...Buona lettura Leon



    CAPITOLO I°
    La Libreria – Lo strano vecchio – I libri di passaggio – Il viaggio inizia
    Il 1° di Gennaio di un anno che non ricordo più mi trovavo a Londra, città misteriosa e piena di opportunità…per l’esattezza ero a Brick Street nel quartiere di Bayswater, per esattezza dietro ad un luogo molto caratteristico e poco conosciuto che si chiama Shepherd Market ed a poca distanza dal quartiere di Notthing Hill.
    Ero entrato in una libreria antiquaria; una vecchia libreria gestita allora da un altrettanto vecchio proprietario, un uomo sereno che si era rifugiato in quel mondo tutto suo profumato del cuoio delle rilegature dei tanti libri che custodiva.
    Mi piaceva osservare tutti quei volumi raccolti ordinatamente per argomenti su antiche scaffalature in legno, lucide per il tocco di tante e mani e del tempo che avevano lasciato su di esse una patina dolce e morbida.
    Mi piaceva stare lì…con quella luce filtrata da vetri molati e colorati di tutti i toni di blu, che formavano un singolare e piacevole contrasto con i marroni ed i rossi delle rilegature dei libri…sembrava un altro mondo e mai come in quel momento vi fu pensiero più giusto.
    Mi avvicinai ad una fila di libri ed allungai la mano…ma…”attenzione”…esclamò il vecchio…”non li tocchi se non è sicuro di quello che vuole”…Lo guardai attentamente e lui mi sorrise.

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  3. Certamente il mio sguardo era quello di chi cerca una spiegazione, il vecchio si avvicinò ed estrasse con delicatezza un volume dallo scaffale, iniziando a parlarmi molto dolcemente…” Questi “…mi disse ” sono libri di passaggio e non vanno aperti se non se ne conoscono i poteri e, cosa più importante, se non si è certi di volerli usare; essi infatti possono portarti nella parte immaginaria della tua mente, quella parte che tutti abbiamo ma che non usiamo mai perché presi da tante cose, da altri pensieri che forse sono più irreali della realtà, ma che ci distolgono da ciò che vorremmo essere.
    Iniziai a rendermi conto che quel vecchio, quell’uomo senza tempo aveva utilizzato quei libri e questi lo avevano aiutato ad essere finalmente ciò che voleva essere.
    Continuò la spiegazione guardando il libro con sguardo affettuoso, riconoscente, trattenendolo tra le mani con delicatezza e rispetto…” Vede “…mi disse ” tutti noi pensiamo di provenire da un altro tempo, spesso molto lontano, ma non ci soffermiamo mai a pensare al nostro tempo parallelo; pensiamo ad allungare la vita e mai ad allargarla.

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  4. Ma immagini solo per un momento che accanto a noi, in questo preciso istante vi siano altri mondi non visibili al nostro occhio, ma esistenti e con altra gente ed altre storie…bene…in uno di questi mondi c’è la sua storia, quella che lei vorrebbe, vuole vivere, ma non sa come…noi non vediamo loro e loro non vedono noi, come se fossimo tutti dietro vetri sottili e resistentissimi ma oscurati che ci impediscono di vedere ed essere visti…ma in ognuno di questi vetri vi è sempre una piccolissima apertura che riusciamo a trovare solo perché una serie di accadimenti ci consente fortuitamente di individuarla, anzi di percepirla, ed una volta acquisitane la consapevolezza questa apertura ci consente di transitare nel suo mondo parallelo…sa cosa sono queste aperture?…sono questi libri…a questo servono questi libri di passaggio…sono le nostre navicelle verso altri mondi tanto vicini e tanto lontani che le due dimensioni quasi si toccano ma mai coincidono.
    Inutile descrivere il mio stato d’animo, il vecchio mi stava dicendo che io ero uno dei pochi che, casualmente avevano trovato lo spiraglio per i mondi paralleli di cui pochi avevano consapevolezza e conoscenza…ed ora…toccava a me fare il primo passo, ma volevo saperne ancora qualcosa di più prima di scoprire cosa sarebbe accaduto una volta che il vecchio avesse aperto il libro, che nel frattempo mi sembrava avesse iniziato a vivere di vita propria, emanando una vibrazione impercettibile ma continua di una energia strana e coinvolgente.

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  5. Mi attirava, ma cosa organizzare per una partenza così improvvisa…immediata…irrinunciabile.
    Il vecchio mi si fece più vicino e guardandomi con un sorriso mi disse…” non si deve preoccupare, nei mondi paralleli lei troverà sempre tutto ciò che le serve e che non ha mai trovato qui.
    Lo guardai e gli chiesi “ Ma sarò solo…?…”; il vecchio chiuse gli occhi e sospirò, mi guardò di nuovo e disse…” Noi siamo sempre soli, forse lei vuole chiedermi se nel suo viaggio potrà incontrare altra gente, e la risposta è si…ma, vede, quello che è più importante è che lei troverà esattamente la gente che desidera incontrare, quella che lei ha sempre aspettato…e…che la stanno aspettando…”; ma sul mio viso evidentemente traspariva lo stupore per avere appreso cose troppo belle per essere reali, tutto troppo perfetto…doveva per forza esserci una contropartita o un enorme rischio in tutto questo, ma ero troppo affascinato per chiederlo.
    Come se mi avesse letto nel pensiero, il vecchio riprese a parlare…” Vede mio caro amico, non tutto è però come sembra…là nei mondi di cui abbiamo parlato, vi sono persone che non si sono trovate bene, o magari che non hanno saputo apprezzare appieno questa opportunità e, vorrebbero ritornare…ma hanno un problema…hanno perso il loro libro di passaggio, ed in questo momento sono intrappolati in un luogo dove non vorrebbero mai essere finiti o del quale si sono stancati e se per caso dovessero imbattersi in qualcuno che possiede uno di questi libri non esiterebbero, né si fermerebbero di fronte a nulla pur di liberarsi dalla loro situazione, dalla loro schiavitù, ma…continuò il vecchio…questi uomini non sanno perché non vogliono sapere, e soprattutto non vogliono accorgersi, presi come sono dal loro panico, che vi sono anche altri sistemi per aprire un varco che sembra irrimediabilmente chiuso, anche se la apertura dura per pochissimi secondi per poi richiudersi stavolta inesorabilmente e per sempre.

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  6. Fu a questo punto che mi venne mostrato un vecchio foglio di pergamena ingiallito e reso fragile dal tempo; su di esso era tracciata una mappa fatta da lui stesso…” La prenda, potrà esserle utile, vi sono segnati tutti i luoghi a me noti in cui lei potrà trovare tuttociò che le consentirà di tornare…se potrà e se soprattutto vorrà, vi sono segnati anche i luoghi dov elei potrà trovare cose che le saranno senz’altro utili, la aggiorni, perché non escludo che nel suo viaggio lei troverà altri siti in cui sono racchiusi altri segreti…lei si troverà sicuramente in uno qualsiasi dei punti segnati dalla mappa, visto che userà lo stesso libro che ho usato io…ma non è detto che nel corso del tempo non potrà trovarsi anche in nuovi mondi…annoti sempre durante ogni transito le coordinate esatte dalle quali esce e non avrà mai problemi”… il cielo è uguale ovunque, prenda sempre il punto esatto di dove si trovano…Algol, Deneb ed Althair, le tre stelle della costellazione del cigno e vada sempre verso Est.
    Con gesto naturale ripiegò accuratamente la mappa avendo cura di farlo seguendo le pieghe antiche per non rovinare maggiormente il foglio, e la mise nel retro copertina del libro di passaggio.
    In questa maniera si sanciva tacitamente l’evento della mia partenza.
    Bene…tutto ormai era chiaro e definito…i nuovi mondi mi aspettavano, e non solo là dove si trovavano, ma anche e soprattutto dentro di me.

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  7. Certo che gli inizi nel mondo dei blog...sono davvero duri...ma non demordo...sempre avanti

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  8. Il vecchio uomo mi guardò negli occhi, e, lentamente, iniziò ad aprire il libro…solo la spessa copertina di cuoio profumato che poco tempo prima, o, forse da molto tempo prima, aveva attirato la mia attenzione come un magnete attira i metalli utilizzando la sua inesauribile corrente di mistero.
    Fui colto di sorpresa, nel vedere che il libro non conteneva pagine, ma sembrava una scatola con un foglio come coperchio…era la prima pagina, quella in cui era contenuta una immagine vivida ed in movimento…erano i mondi nuovi quelli che stavo osservando, che si alternavano rapidamente, ed io…non avrei avuto la possibilità di sceglierne uno, solo il caso ed il momento avrebbero scelto per me.
    Ormai seguendo le istruzioni del vecchio non mi restava altro che appoggiare la mano su quell’immagine in movimento, ed il viaggio sarebbe iniziato…lo feci.

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  9. Non ricordo molto di quel momento, so solamente che venni come risucchiato da una forza vorticante, irresistibile, leggera…intorno a me cominciarono a ruotare immagini di panorami incredibili, alcuni maestosi nella loro enorme desolazione, altri intriganti con la loro vegetazione…vidi anche delle figure, alcune mi sembrarono intente a quotidiane operazioni, altre mi parvero anime inquiete, stracciate alla ricerca di qualcosa che non sapevano nemmeno loro.
    Era strano, ma mentre ruotavo all’interno di quella spirale non avevo paura…ero curioso…ansioso di arrivare…desideroso di ricominciare.Perché in fondo era questo che avevo sempre voluto…ricominciare, lasciare indietro, lontano tutto quello che faceva parte del mondo che conoscevo, gli impegni verso tutti, gli obblighi per vivere che spesso toglievano il respiro e mi facevano camminare con la testa bassa, pensando…come farò…e quando si cammina con la testa bassa si perde di vista il cielo, il sole, le stelle e tutta l’immensità che ci serve per ricordare quanto in fondo siamo poca cosa.
    E mentre continuavo a vorticare in attesa dell’arrivo, tutto ciò che era stato… finalmente svaniva, perdendosi come una tenda che viene stracciata dal vento ed i brandelli vanno ognuno per il loro destino.

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  10. Iniziai a vedere il punto del mio arrivo ed iniziai a preoccuparmi, poiché ci stavo arrivando ad una velocità vertiginosa, tanto che temetti di sfracellarmi sul suolo che doveva essere la mia nuova terra; in realtà…all’ultimo secondo, sentii come una mano che mi raccoglieva, assorbiva un probabile ma non certo contraccolpo, e finalmente mi sentii gradevolmente depositato al suolo.
    Iniziai a riprendere fiato, prima di aprire gli occhi per guardare dove ero; quando il mio respiro fu regolare ed il mio cuore smise di battere come un tamburo maldestramente suonato, allora alzai le palpebre e mi guardai intorno.
    Non c’era molto da vedere…, non ancora…ma molto da capire su cosa in realtà fosse avvenuto.
    La spiegazione non avrebbe tardato a venire…mi trovavo in una grande spianata di sale cristallino, un sale puro, bianco dai grossi grani, e solo un po’ più distante una distesa d’acqua ed una spiaggia di sabbia da sembrare talco, probabilmente lo stesso sale eroso e macinato dagli eventi atmosferici.
    La spiaggia era contornata da alberi enormi immensi dalle foglie grandi, grandissime…alberi che facevano presagire una foresta ed una vegetazione di mistero e curiosità e, come avrebbe fatto qualunque uomo mi avviai per quella foresta anche perché restare su una spianata di sale sotto un sole cocente non sarebbe servito a nulla…in ogni caso non sarebbe servito a nulla.
    Facendomi guidare dall’istinto presi la direzione più lunga, volevo avere il tempo di osservare, di studiare quella macchia dai mille colori di verde, ed in fondo gli alberi erano verdi anche qui.

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  11. Nella mia vita avevo cercato tanto, senza mai trovare nulla ed ora invece avevo trovato un nuovo mondo o forse meglio una nuova dimensione.
    Arrivai dunque alla macchia di alberi ed entrai nel suo interno, e qui trovai uno strano “ dolmen “ di una forma mai vista infatti i pilastri di sostegno erano perfettamente cilindrici, mentre la copertura aveva una sezione triangolare…veramente particolare.
    Sotto lo strano dolmen di pietra, li dove pietre non vi erano trovai la prima di molte sorprese…accuratamente riposti vidi una vecchia borsa di cuoio consunta dall’uso ma ancora in grado di essere molto utile; un pugnale sicuramente antico dalla lama ricurva ed un po’ arrugginita ma ancora solida e ben fissata al suo manico di legno intarsiato e decorato con pietre dure, ma la cosa più sorprendente di questo oggetto era il fodero, anch’esso in legno ma al suo interno rivestito di una stoffa rossa ed al suo esterno da una lamina d’oro ricca di incisioni e di simboli che inequivocabilmente rappresentavano una continuità…sarebbe bastato decifrarli, ma in ogni caso l’aspetto era quello di una mappa per un luogo che ancora non aveva nome forse un punto di arrivo o forse un punto di partenza…ma non era quello il momento di svelarne il significatoperchè il terzo oggetto mi colpì in modo particolare…cosa ci faceva un vecchio regolo calcolatore li in mezzo?...e poi ancora sotto la borsa un pacco, il cui contenuto era evidentemente ed accuratamente avvolto da una tela cerata legata da un cordone rosso scuro il cui nodo era sigillato con una ceralacca blu…decisamente andava subito aperto.
    Chissà perché non tagliai il cordone ma semplicemente ne sciolsi il nodo e, per prolungar il senso ed il piacere della curiosità, prima di svolgere la tela me lo arrotolai lentamente in mano pensando dentro di me che magari mi sarebbe tornato utile; poi come ogni cosa ed ogni avvenimento anche quell’istante doveva finire, era arrivato il momento di aprire quell’ordinato involto e molto lentamente iniziai ad aprirne i lembi, seduto in terra a gambe incrociate, tenendomi accanto le altre scoperte il cui possesso rappresentava già un piccolo conforto…erano le mie attuali ed uniche proprietà.

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